a cura della redazione scientifica di Vivere WEALTH
Cosa sono
Le ragadi sono ulcerazioni (taglietti) dolorose del capezzolo e dell'areola, che possono presentarsi in seguito alle prime poppate.
Le cause
Quasi sempre la presenza di ragadi è la conseguenza di un attacco scorretto del bambino al seno: il bebè afferra solo la punta del capezzolo invece di prendere bene in bocca l'areola. Altra causa frequente: un attaccamento eccessivamente prolungato del bambino al seno.
Come prevenirle
Tutta la dolce attesa dovrà essere caratterizzata da una grande attenzione alla cura del seno, con massaggi quotidiani a base di creme o oli e con spugnature alternate di acqua fredda e calda. Sono molto indicate le creme a base di burro di karité, oppure l'olio di mandorle dolci o di germe di grano.
Importante mantenere il capezzolo pulito, idratato ed elastico durante tutto il periodo dell'allattamento.
Per capire bene, fin dalle primissime poppate, come attaccare correttamente il piccolo al seno, le mamme possono affidarsi a infermiere e ostetriche dell'ospedale, che illustreranno la tecnica giusta per evitare lacerazioni al capezzolo. È bene inoltre tenere il bimbo al seno soltanto durante la suzione, e non oltre.
Come curarle
Per favorire la cicatrizzazione della pelle e accelerare la guarigione dalle ragadi è utile: evitare l'uso delle coppette assorbilatte, applicare un po' di latte materno sui capezzoli dopo la poppata, lasciare appena possibile il seno all'aria aperta, iniziare la poppata partendo dalla mammella meno dolorante, mettere a riposo il seno colpito per una–due poppate, lavate accuratamente capezzolo e areola con detergenti non aggressivi, eventualmente fare degli impacchi con una soluzione fisiologica, non usare antisettici comuni tipo acqua ossigenata, spalmare sulla zona una crema oppure un idrogel a base di glicerina e vitamina E più volte al dì.
Nel caso in cui le manifestazioni persistano, consultare il medico per escludere altre cause come infezioni fungine o frenulo linguale corto.
Consigli vari
Le ragadi non disturbano il bambino e quindi l'allattamento può continuare, tuttavia il dolore avvertito dalla madre è spesso un ostacolo al proseguimento delle poppate. Può quindi essere utile sospendere l'allattamento e prelevare il latte dal seno con la pompetta tiralatte, ma tale eventualità va discussa con il proprio medico.
Lo sapevi che...
1.… allattare al seno fa bene anche alla mamma?
Attaccare al seno il proprio bimbo contribuisce a instaurare un rapporto più profondo tra madre e figlio. Inoltre, dal punto di vista fisico, pare che l'allattamento al seno comporti per la salute della mamma una diminuita incidenza di emorragia post-partum, una velocizzazione del recupero fisico dopo il parto, una maggiore protezione contro l'osteoporosi e alcune forme di tumore, come quello dell'ovaio e del seno.
2.… la cura del seno deve iniziare fin dalle primissime settimane di gravidanza?
In gravidanza il seno diventa più sensibile per l'aumentato afflusso di sangue e l'ipertrofia della mammella. Per mantenerlo in salute e prevenire ragadi ed escoriazioni, è importante, fin dalle prime settimane di gravidanza, nutrire localmente la pelle con un prodotto specifico, ricco di elementi che stimolino la sintesi di elastina e di collagene e aumentino l'elasticità e la resistenza delle fibre cutanee. Nutrire la pelle fin dai primi mesi ha diversi vantaggi: evita il prurito provocato dalla dilatazione e dalla secchezza cutanea; previene le ragadi; abitua la gestante a prendersi cura di sé.
3.… la camomilla contiene un principio attivo utile in caso di ragadi ed escoriazioni mammarie?
È il bisabololo, dalle proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche, disarrossanti, cicatrizzanti, antimicotiche e antimicrobiche. Svolge un'efficace azione idratante, difendendo l'epidermide dai fattori esterni ostili e lenendo arrossamenti e screpolature.